In breve: Nei primi otto mesi del 2026 aumentano le denunce di infortunio sul lavoro (+5,1%), comprese quelle con esito mortale (+2,2%). Prosegue anche la crescita delle segnalazioni di malattie professionali (+16,3%). I dati INAIL, ancora provvisori, evidenziano l’importanza di una prevenzione continua e attenta all’evoluzione dei rischi nei luoghi di lavoro.
I dati INAIL aggiornati ad agosto 2026 restituiscono un quadro che merita attenzione: aumentano le denunce di infortunio sul lavoro, crescono quelle con esito mortale e prosegue l’incremento delle segnalazioni di malattie professionali.
Secondo il comunicato pubblicato dall’Istituto il 9 ottobre 2026, nei primi otto mesi dell’anno sono state presentate 285.811 denunce di infortunio in occasione di lavoro, il 5,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce di malattia professionale raggiungono invece quota 74.542, con un aumento del 16,3%.
I numeri sono provvisori e non rappresentano necessariamente casi già riconosciuti dall’INAIL. Offrono tuttavia indicazioni utili per comprendere l’evoluzione dei rischi e riflettere sulle priorità della prevenzione.
Per comprendere il significato di queste variazioni è necessario andare oltre i valori assoluti, osservando le differenze tra settori, territori e categorie di lavoratori.
Infortuni sul lavoro: denunce in aumento del 5,1%
Tra gennaio e agosto 2026, le denunce di infortunio in occasione di lavoro, al netto degli studenti, sono passate dalle 271.976 del 2025 alle 285.811 del 2026.
Crescono anche gli infortuni in itinere, avvenuti durante il tragitto tra abitazione e luogo di lavoro: 66.149 denunce, contro 61.799 nello stesso periodo del 2025 (+7,0%).
Più denunce, ma cosa cambia rispetto al passato?
Per interpretare correttamente l’andamento degli infortuni non è sufficiente considerare il numero complessivo delle denunce. Occorre tenere conto anche dell’evoluzione della popolazione occupata.
Secondo l’INAIL, l’incidenza delle denunce in occasione di lavoro passa da 1.130 ogni 100.000 occupati nel periodo gennaio–agosto 2025 a 1.174 nel 2026, con un incremento del 3,9%.
Il valore resta comunque inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2019, quando si contavano 1.317 denunce ogni 100.000 occupati.
Il confronto suggerisce quindi una lettura più articolata: l’aumento rispetto all’anno precedente si inserisce in un andamento di lungo periodo che presenta differenze significative.
È inoltre importante ricordare che l’incremento delle denunce non dimostra automaticamente un peggioramento delle condizioni di sicurezza. Per valutare il fenomeno occorre considerare anche l’andamento dell’occupazione, la composizione della forza lavoro e le caratteristiche delle attività svolte.
Infortuni mortali: un aumento che richiede attenzione
A differenza di quanto emergeva dai dati di luglio, il quadro aggiornato ad agosto mostra un incremento delle denunce di infortunio con esito mortale.
Nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate 498 denunce mortali in occasione di lavoro, contro 488 nel 2025 (+2,0%). A queste si aggiungono 191 denunce mortali in itinere, rispetto alle 186 dell’anno precedente (+2,7%).
Complessivamente, escludendo gli studenti, si passa da 674 a 689 denunce mortali.
L’INAIL invita a interpretare questi dati con particolare prudenza: le rilevazioni sono provvisorie e possono risentire sia di eventi occasionali sia dei tempi necessari per la trattazione delle pratiche.
Quali settori e lavoratori registrano gli aumenti maggiori?
L’analisi dei dati INAIL evidenzia come l’aumento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro interessi diversi comparti economici, ma con intensità differenti.
Tra i comparti che registrano aumenti figurano la Sanità e assistenza sociale (+6,9%), i Servizi di alloggio e ristorazione (+4,1%), il Trasporto e magazzinaggio (+3,9%), il Commercio (+3,7%) e le Costruzioni (+1,8%).
Dal punto di vista territoriale, gli incrementi più marcati si osservano nelle Isole (+9,0%), nel Nord-Ovest e nel Centro (+5,6% ciascuno).
Crescono inoltre le denunce dei lavoratori stranieri (+8,1%) e quelle relative alla fascia di età tra i 60 e i 69 anni (+10,7%).
Queste differenze ricordano quanto sia importante analizzare i rischi in relazione alle caratteristiche effettive delle attività, delle mansioni e delle persone coinvolte.
Malattie professionali: denunce in aumento del 16,3%
L’aumento delle malattie professionali continua a rappresentare uno degli elementi più significativi del quadro INAIL.
Nei primi otto mesi del 2026 sono state protocollate 74.542 denunce, contro 64.118 nello stesso periodo del 2025: 10.424 segnalazioni in più.
La crescita interessa tutte le principali gestioni assicurative, con un aumento del 17,2% nell’Industria e servizi, dell’11,3% in Agricoltura e del 22,2% nel Conto Stato.
Quali sono le malattie professionali più denunciate?
Secondo i dati INAIL, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo continuano a rappresentare la categoria maggiormente denunciata.
Seguono le patologie del sistema nervoso e dell’orecchio, mentre tra le altre tipologie figurano i tumori e le malattie dell’apparato respiratorio.
Si tratta di condizioni che, a seconda della patologia e delle circostanze lavorative, possono essere associate a esposizioni prolungate a specifici fattori di rischio.
Tra questi rientrano la movimentazione manuale dei carichi, i movimenti ripetitivi, le posture incongrue, l’esposizione al rumore, alle vibrazioni e a determinate sostanze pericolose.
A differenza di molti eventi infortunistici, che si manifestano in modo improvviso, le malattie professionali possono svilupparsi gradualmente e diventare evidenti anche dopo anni di esposizione.
È proprio questa caratteristica a rendere particolarmente importante la prevenzione dei rischi per la salute nel lungo periodo.
Perchè aumentano le denunce di malattie professionali?
Il dato richiede un’interpretazione prudente.
Un aumento delle denunce non corrisponde necessariamente a un incremento equivalente delle malattie effettivamente riconosciute come di origine professionale.
Sul numero delle segnalazioni possono incidere diversi fattori, tra cui una maggiore attenzione verso determinate patologie, una più diffusa consapevolezza del possibile collegamento con l’attività lavorativa e l’emersione di condizioni precedentemente non denunciate.
Queste sono possibili chiavi di lettura, non cause dimostrate dai dati pubblicati.
Resta comunque un elemento importante: la tutela della salute dei lavoratori non riguarda soltanto la prevenzione degli incidenti, ma anche la gestione delle esposizioni che possono produrre conseguenze nel tempo.
Dall’analisi dei dati alla prevenzione: cosa possono fare le aziende?
I dati INAIL rappresentano un punto di partenza per riflettere sull’efficacia delle misure di salute e sicurezza adottate nelle organizzazioni.
La prevenzione richiede un approccio continuativo, che comprenda la valutazione e l’aggiornamento dei rischi, la formazione dei lavoratori, l’adozione di procedure realmente applicabili e, nei casi previsti, la sorveglianza sanitaria.
Accanto agli eventi infortunistici immediatamente riconoscibili, è necessario prestare attenzione anche ai rischi che possono produrre conseguenze nel tempo, come quelli ergonomici, fisici e legati alle esposizioni professionali.
Una gestione efficace della sicurezza non si esaurisce quindi nel rispetto formale degli obblighi, ma richiede strumenti, competenze e misure coerenti con le attività effettivamente svolte.
Dai dati alla prevenzione concreta
Leggere correttamente i dati significa trasformare le informazioni in occasioni di miglioramento.
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Domande frequenti sugli infortuni sul lavoro nel 2026
Quanti infortuni sul lavoro sono stati denunciati in Italia nel 2026?
Secondo i dati provvisori INAIL, tra gennaio e agosto 2026 sono state presentate 285.811 denunce di infortunio in occasione di lavoro, con un aumento del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A queste si aggiungono 66.149 denunce di infortunio in itinere, relative agli eventi verificatisi durante il tragitto tra abitazione e luogo di lavoro. I dati riportati escludono gli studenti.
Gli infortuni mortali sul lavoro sono aumentati nel 2026?
Sì. Nei primi otto mesi del 2026, le denunce di infortunio con esito mortale, escludendo gli studenti, sono state 689, il 2,2% in più rispetto alle 674 del 2025. Di queste, 498 riguardano eventi in occasione di lavoro e 191 in itinere. Si tratta di dati provvisori, soggetti a successivi aggiornamenti.
Qual è la differenza tra un infortunio denunciato e un infortunio riconosciuto dall’INAIL?
Un infortunio denunciato è un evento segnalato all’INAIL attraverso le procedure previste. Un infortunio riconosciuto è invece un caso per il quale l’Istituto, dopo le necessarie verifiche, ha accertato la sussistenza dei requisiti assicurativi. Per questo motivo, il numero delle denunce non coincide necessariamente con quello degli infortuni riconosciuti. I dati provvisori possono inoltre subire variazioni nei successivi aggiornamenti.
Fonti e nota metodologica
Fonte principale:
INAIL, Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di agosto, comunicato stampa del 9 ottobre 2026.
I dati riportati si riferiscono alle denunce presentate nel periodo gennaio–agosto 2026 e sono provvisori. Non coincidono necessariamente con i casi successivamente riconosciuti o indennizzati dall’INAIL.
I dati sugli infortuni in occasione di lavoro e in itinere sono riportati al netto degli studenti, ai quali INAIL dedica un’analisi separata. Le denunce complessive, comprese quelle degli studenti, seguono un diverso perimetro statistico.
Per una valutazione definitiva del fenomeno sarà necessario attendere il consolidamento delle informazioni e la conclusione delle procedure di accertamento.